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Trame d’Italia”, nuovo tentativo di rilancio del Turismo Esperenziale

Dopo i deludenti e pochi tentativi di produrre anche in Italia pacchetti di Turismo Esperenziale, una forma tra le più finanziate in Europa di nuovo turismo al fine di creare soprattutto lavoro per i giovani, arriva una nuova massiccia iniziativa che è stata presentata questa mattina nelle sale del Ministero del Turismo e Beni Culturali a Roma. Stiano parlando di Trame d’Italia, un’impresa sociale – così è stata definita – che si propone, leggiamo nel comunicato, di mettere a sistema a livello nazionale, grazie ad un modello scalabile e replicabile, il patrimonio culturale diffuso del nostro paese. Attraverso la creazione e la vendita di itinerari culturali – così dice ancora il comunicato – si vuole favorire al conoscenza e la crescita di territori italiani autentici e poco conosciuti, generando occupazione e sviluppo sostenibile.

Belle parole ma che non ci fanno capire di che cosa siamo parlando anche perchè all’ eccezione: Ma questo è marketing territorriale e nulla più!, la risposta immediata è stata che non era così, anzi il ministero ha tenuto a precisare che non era la solita iniziativa di creare un nuovo sito web, dopo il fallimento di quello creati dal Governo negli anni passati. Questa volta però è diverso Trame d’Italia è del tutto privata e nasce dall’estensione a tutto il territorio nazionale del “Modello Lunigiana” messo a punto da Accenture, la grande multinazionale di consulenza aziendale. Il modello “replicabile” di cui parla il comunicato è appunto questo – sconosciutissimo – della Lunigiana.

Non sarà certamente un nuovo sito internet ma rimane il fatto che, leggiamo ancora il comunicato, Trame d’Italia intende attrarre i viaggiatori di tutto il mondo alla scoperta di percorsi esperienziali vicini alla storia e alle tradizioni dei territori meno noti di cui l’Italia è ricchissima. Il tutto attraverso una piattaforma digitale, www.trameditalia.it, che aggrega e mette a sistema itinerari culturali con un approccio interdisciplinare capace di mostrare la trama di un territorio e le sue connessioni attraverso la storia, l’arte, la cultura, l’attività produttiva, l’artigianato e l’enogastronomia di quel luogo.

L’obiettivo di attivare 50 Trame locali, costituite ciascuna da una rete di operatori e soggetti locali affiliati, mira a raggiungere una massa critica che renda più efficaci gli investimenti in marketing e comunicazione – che, nel periodo di lancio, ammonteranno ad oltre 300.000 euro – e gli accordi con i tour operator. Il business plan prevede che nei primi 5 anni vengano ‘conquistati’ oltre 300.000 viaggiatori che dovrebbero diventare oltre un milione in 9 anni, quando tutte le 50 Trame avranno raggiunto i 5.000 itinerari annui. I primi territori che oggi popolano la piattaforma sono la Lunigiana, il Monferrato e la Brianza, ai quali si aggiungeranno a breve Matera, la Valle Camonica, la Bergamasca e il Mantovano, oltre a molti altri già allo studio.

La promessa di Trame d’Italia al viaggiatore è quella di consentirgli, in un modo semplice e conveniente, l’accesso a storie, persone e beni autentici con modalità divulgative e piacevoli, capaci di coniugare un alto livello di accessibilità intellettuale con il piacere dell’apprendere.
Operativamente la struttura centrale di Trame d’Italia metterà a disposizione la piattaforma digitale, il brand, il disciplinare di prodotto, gli accordi distributivi e gli investimenti promozione. Alle diverse Trame locali compete di sviluppare gli itinerari e i contenuti, attivare il territorio e svolgere le funzioni di ‘destination management’.
Il progetto vede il coinvolgimento di Associazione Dimore Storiche Italiane, CGM, Confcooperative, FAI, Fondazione Cariplo, Fondazione Italiana Accenture, Google, Musement, Touring Club, Valica e UBI Banca.