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Le sculture Pietro Guida nel Castello di Copertino

Scultura per vivificare il territorio. La Direzione Regionale Musei Puglia e la Direzione del Castello di Copertino presentano al pubblico la mostra “Pietro Guida. Piazza d’Italia”, dedicata al maestro nel giorno del suo 99esimo compleanno.

Coppie, Donne in attesa, Acrobati, Genitori e Bambini, ma anche figure mitologiche e rappresentazioni di sogni si radunano, poeticamente, nella piazza d’armi del Castello di Copertino di Lecce per tutta l’estate 2020. È un rendez vous ancor più atteso poiché tutte insieme queste sculture rappresentano una forma di resistenza alla solitudine e alla caducità dell’esistenza, un inno alla vita e all’energia della cultura nella contemporaneità, attraverso la forza dell’arte.

Le sculture di Pietro Guida – 99enne artista campano di nascita, residente a Manduria, in Puglia, dagli anni Cinquanta – sono state selezionate da Mariastella Margozzi e Lorenzo Madaro, curatori della mostra e raccolte nel cortile del Castello di Copertino con il coordinamento e la supervisione di Pietro Copani. Si tratta di opere realizzate in cemento nella casa-studio di Manduria, dove il maestro vive circondato da centinaia di sue opere, posizionate nelle stanze che si rincorrono tra laboratori, depositi e biblioteca e anche all’aperto, tra gli alberi e le piante del grande giardino.

La serie di sculture, concepite negli ultimi venticinque anni plasmando una materia complessa e densa di suggestioni come il cemento (in alcuni casi perfino dipinto), vive idealmente in una grande piazza dove le vite si incontrano, i corpi dialogano, gli sguardi si incrociano, i gesti danno come eterni e contingenti insieme. La scultura di Pietro Guida non nasconde i riferimenti alla storia dell’arte, in alcuni casi omaggia i suoi ideali maestri – Marino Marini e Arturo Martini –, in altri evidenzia uno spiccato interesse per il mito, la letteratura e la musica.

“Piazza d’Italia è il titolo scaturito dall’immaginare la compresenza delle figure scolpite da Guida nello stesso spazio aperto della corte del Castello di Copertino, riadattata quasi come un set cinematografico a rappresentare una quotidianità fatta di gesti, di slanci d’affetto, di giochi, di pensieri, messi tutti insieme, uniti, ma distanti, in dialogo, ma anche nella solitudine dei loro volumi e nella leggerezza solo apparente della materia con cui sono realizzate. Figure in cammino, in riposo, in attesa, in contemplazione, in azione. Figure che vivono ognuna nel proprio mondo magico, ma i cui mondi riescono a dialogare avendo come comune denominatore la poesia della vita che guida l’artista” (Margozzi).

Il progetto espositivo è stato studiato per consentire ai visitatori di osservare le opere tenendo conto delle attuali norme di sicurezza nei musei nel post Covid ed anche per questo – infatti – si è deciso di esporle all’aperto. Una unica sezione interna della mostra accoglierà, invece, un nucleo selezionato di disegni dell’artista realizzati con diverse tecniche tra gli anni ‘80 e gli ultimi mesi, insieme alla proiezione di alcune interviste video al maestro.

Un’appendice della mostra è collocata anche al Castello svevo di Bari, dove è esposta un’unica grande opera che rappresenta un tema sociale caro all’artista: quello dei carcerati che anelano il contatto con il mondo esterno. I Prigioni si inserisce così nella sala del Castello che dà voce alle problematiche sociali e apre alla possibilità di un dibattito su di esse.

La mostra sarà visitabile dal 14 luglio al 19 settembre dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 13.30.