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Il Festival del libro per conoscere meglio il Salento

Presentazioni di libri, reading, live show, laboratori di lettura, concerti: lungo un mese e mezzo di tempo, autori e artisti della scena nazionale saranno i protagonisti dell’ottava edizione del “Salento Book, Festival Nazionale del Libro”, in programma dal 7 giugno al 22 luglio 2018 nei comuni di Corigliano d’Otranto, Galatina, Galatone, Gallipoli e Nardò tutti in provincia di Lecce.

Il Salento Book si conferma la Festa dei Libri, la Movida dei Lettori, diventando ancor di più una solida piattaforma da cui tuffarsi in un mare di storie e di emozioni.

La rassegna itinerante fa tappa quest’anno in cinque centri del territorio salentino confinanti, tutti ricchi di storia e tradizione, che in questo caso accolgono autori e pubblico in luoghi di pregio, simbolo della propria comunità. Piazze, castelli, sagrati, vicoli e corti che diventano teatro di libri, su scenografie di pietra leccese e carparo o di azzurro mare.

CORIGLIANO D’OTRANTO: piccolo centro nel cuore della provincia, fa parte della Grecìa Salentina, area geografica e culturale, definita ellenofona: ancora oggi, infatti, si parla il dialetto neo-greco chiamato griko. Premiata anche per il 2018 con la Bandiera arancione dal Touring Club Italiano per la qualità dei servizi turistici offerti, Corigliano conserva un patrimonio storico, architettonico , ambientale e archeologico molto ricco. All’ingresso del centro storico troviamo l’imponente Castello de’ Monti, d’impianto medievale che da fortezza si è trasformato poi in residenza nobiliare dalla facciata barocca. Tra gli edifici religiosi spicca la Chiesa Madre di San Nicola di Myra, antica costruzione medievale di cui resta il campanile che fungeva da torre di vedetta. Delle modifiche apportare con le varie ristrutturazioni è da segnalare il mosaico pavimentale che richiama quello della Cattedrale di Otranto. Tra gli edifici di pregio della cittadina, invece, da non perdere Arco Lucchetti, datato 1497, portale in pietra leccese finemente e fittamente intagliata con i simboli bizantini che narrano dell’amore di un uomo per la sua sposa.

GALATINA. A 20 Km a sud-est di Lecce, la città proclamata “Civitas” nel 1793 dal Re di Napoli Ferdinando IV di Borbone, splende in tutta la sua bellezza architettonica, che risale al secolo della dinastia degli Orsini Del Balzo. Il borgo antico era delineato da una cinta muraria oggi testimoniata da tre imponenti porte (Porta Luce, Porta Nuova e Porta Cappuccini) all’interno delle quali si ramificano le antiche strade rivestite con il basolato originale, vicoli e corti tra i palazzi barocchi e settecenteschi con i loro maestosi portali e balconi. Gioiello architettonico della città è la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria che fonde insieme lo stile romanico e gotico. All’interno si conservano gli affreschi voluti da Maria D’Enghien, il ciclo medievale più esteso d’Italia dopo la basilica di San Francesco di Assisi. Tra le numerose chiese, cappelle, conventi e monasteri ricordiamo la chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo e le tre cripte basiliane (Santa Maria della Grotta, Sant’ Anna e Santa Maria della Porta) fondate dai monaci che da Bisanzio fuggivano perseguitati verso le regioni del Sud Italia.

GALATONE. Cittadina nel cuore del Salento, si affaccia sul litorale Jonico a pochi chilometri da Gallipoli. I resti del Castello di Fulcignano e le mura rimaste testimoniano la funzione difensiva che il borgo ha avuto con i Normanni. La visita a Galatone può iniziare idealmente attraversando la porta monumentale di San Sebastiano, unica superstite, che consentiva l’accesso attraverso le mura. Il potere feudale era rappresentato dal palazzo Marchesale Belmonte-Pignatelli, oggi Museo Civico. L’architettura religiosa invece vede tra le altre la Chiesa Madre dell’Assunta (detta anche Collegiata), la più grande, che custodisce un importante archivio e il Santuario del Santissimo Crocifisso, in stile barocco leccese realizzato in càrparo, pietra locale di pregio al cui interno sono conservati altari, decorazioni e tele preziose che narrano miracoli.

GALLIPOLI, la perla dello Jonio, meta imperdibile per i turisti che raggiungono il Salento, nota per i colori del mare, per le spiagge e gli stabilimenti balneari alla moda, è situata nella costa occidentale della provincia di Lecce. Il borgo antico è immerso nell’acqua, si erge su una penisola calcarea collegata con un ponte alla terraferma e alla parte nuova della Città Bella. All’ingresso del centro storico si erge il Castello angioino-aragonese, a pianta quadrata con torrioni angolari di cui uno poligonale, è circondato quasi completamente dal mare. Nell’originario fossato dell’antico maniero c’è il caratteristico mercato del pesce. Tra i monumenti della città vecchia la Cattedrale di Sant’Agata è il simbolo del barocco gallipolino, contiene le tele dei più importanti pittori salentini del Seicento e del Settecento. Da non perdere anche la Chiesa di San Francesco d’Assisi e la Chiesa di Santa Maria della Purità, preziosa pinacoteca d’arte.

NARDÒ. È il comune più popoloso e più esteso della provincia di Lecce dopo il capoluogo. Spicca per il suo centro storico, in cui si concentrano numerosissime antiche chiese, per il lungo litorale delle sue marine (Santa Caterina, Santa Maria al Bagno e Sant’Isidoro) e per un’area di interesse storico-naturalistico (Parco regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano). Alle porte del centro storico si trova il Tempietto Osanna, monumento in pietra leccese in stile barocco, a tratti arabeggiante, probabilmente simbolo della vittoria del cristianesimo sul paganesimo. È la scenografica Piazza Salandra il cuore pulsante della città: il barocco domina con la Guglia dell’Immacolata che svetta al centro eretta nel 1769 in càrparo, il Sedile cinquecentesco, l’edificio più antico della piazza, la Chiesa di San Trifone e il Palazzo di città. Da non perdere la Chiesa di San Domenico con la facciata in càrparo scuro tra i massimi esempi del barocco leccese e la Cattedrale dell’Assunta, costruita sui resti di un’antica chiesa basiliana. Dopo diversi rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, presenta la facciata barocca e conserva, tra archi, navate, pilastri e raffinati soffitti il Crocifisso Nero in cedro del Libano. Da ammirare anche il Castello di Nardò, che mantiene viva una parte del fossato al quale si accede da un giardino, scrigno di interessanti esemplari botanici.