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Da Russo a Roma le nuove strade della figura

Mimano alla perfezione la pittura ma in essi non vi è traccia di disegno né pigmento i quarantasette lavori di Giorgio Tentolini esposti da sabato 30 gennaio alla Galleria Russo di Roma.
I ritratti femminili di composta bellezza, le immagini di capolavori della statuaria classica e di non meno famose architetture della Roma antica sembrano dipinti ma sono in realtà aerei bassorilievi composti da stratificazioni di materiali leggeri e semitrasparenti: reti, tulle, carte.
Grafico e fotografo per formazione, Tentolini cre ai suoi lavori impalpabili trompe-l’oeil mettendo una perfetta conoscenza delle leggi dell’ottica e della luce al servizio di una tecnica di virtuositica manualità capace di far affiorare immagini complesse da un sapiente uso della materia. Il chiaroscuro nelle opere di Tentolini è una questione di strati: dove la trama si infittisce nascono le ombre, dove si allenta le luci. Quel modo lento di procedere, aggiungendo, levando, sedimentando, assomiglia all’incedere del tempo e all’azione della memoria, i veri protagonisti della ricerca di un artista da sempre interessato a raccontare il viaggio delle immagini attraverso i millenni. Immagini che,nella sua arte profondamente concettuale,sono quelle in cui si perpetuano i canoni di bellezza forgiati e imposti dal mondo classico e ad oggi ancora sostanzialmente accolti e inseguiti.