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Turismo in Toscana. Codice e portale per gli affitti

Cibo, arte e viaggi

Turismo in Toscana. Codice e portale per gli affitti

studiokina 1 Marzo 2019

Come è noto, gli affitti di locali ad uso turistico in tutta Italia sono un settore di introiti considerato fiscalmente a nero. Come controllare la regolarità di una transazione finanziaria? In che modo la legalizzazzione può aiutare il turismo, soprattutto nelle città d’arte italiane? Dalla Toscana arriva una rivoluzione per gli affitti turistici.

Da oggi infatti la Regione, prima in Italia, assegnerà un codice identificativo per ogni locatore e ha predisposto un portale unico cui si accede dal sito della Regione al link http://www.regione.toscana.it/-/comunicazione-locazioni-turistiche per ottemperare all’obbligo introdotto dalla legge regionale che riguarda la comunicazione al Comune (art.70 Legge Regionale 86/2016 “Testo unico del sistema turistico regionale”) dei dati degli alloggiati nelle strutture non alberghiere. Siano quindi affitti brevi o lunghi in abitazioni prenotati sul web o tramite agenzia. L’obbligo per tutti i clienti e locatari scatta da oggi venerdì primo marzo e chi concede in locazione uno o più alloggi con finalità turistiche deve effettuare la comunicazione, entro trenta giorni dalla stipula del primo contratto di locazione.

La necessità di stabilire una qualche regolazione delle locazioni turistiche è dovuta al fatto che il fenomeno ha assunto, negli ultimi anni, dimensioni inimmaginabili con le opportunità offerte dalle piattaforme telematiche. Ad oggi sono consultabili per la Toscana oltre 60.000 annunci online che offrono locazioni turistiche in ogni zona. Nel rapporto sul turismo, curato da IRPET per la Regione Toscana, relativo al 2017, sulla base di un un modello econometrico basato sui consumi idrici per uso domestico nei comuni toscani, sono state calcolate quasi 49 milioni di presenze turistiche per coloro che soggiornano in case e appartamenti di privati non inseriti negli elenchi delle strutture uff

Al locatore si richiede unicamente di comunicare alcune informazioni relative all’attività svolta come ad esempio il periodo durante il quale s’intende locare l’alloggio, il numero delle camere e dei posti letto disponibili; i siti web su cui si pubblicizza l’alloggio; nonché l’eventuale forma imprenditoriale di esercizio dell’attività.

La legge stabilisce infatti che chi dà in locazione immobili o porzioni di essi per finalità turistiche, anche nel caso di gestione in forma indiretta (ad es. tramite un agenzia immobiliare), comunichi, con modalità telematica, al Comune e riguarda ogni singolo alloggio locato: ad ogni alloggio viene attribuito un proprio codice identificativo. Questo è importante per costruire il quadro complessivo conoscitivo del fenomeno.

Per cui se il locatore dispone di 2 alloggi locati per finalità turistiche – siano essi ubicati nello stesso Comune o in due Comuni differenti – dovrà effettuare 2 comunicazioni.