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Torna a vivere il Museo Archeologico di Finale Ligure

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Torna a vivere il Museo Archeologico di Finale Ligure

studiokina 4 Giugno 2020

Dopo un’attenta opera di sanificazione, di alcuni restauri e di nuove proposte, ha riaperto i battenti il Museo Archeologico del Finale si trova che nel centro storico di Finalborgo, nel complesso monumentale di S. Caterina, attorno a due splendidi chiostri quattrocenteschi. Di proprietà del Comune di Finale Ligure, è gestito dalla Sezione Finalese dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri ed ospita importanti collezioni di preistoria e archeologia, frutto di oltre cent’anni di ricerche.
Il museo espone le testimonianze dell’ininterrotta frequentazione umana del Finalese, area costiera ligure dalle grandi e peculiari valenze naturalistiche, ambientali, storiche e archeologiche. Dagli eccezionali reperti dell’Homo heidelbergensis del Paleolitico inferiore (350mila-120mila anni fa) si passa all’Uomo di Neandertal (120mila-38mila anni fa), alle testimonianze artistiche e funerarie dell’Uomo moderno (38 mila anni fa), al Neolitico (VII-IV millennio a.C.) con le prime pratiche agricolo-pastorali e i numerosi reperti della Caverna delle Arene Candide, sino all’evoluzione nelle tecniche di fusione dei metalli (3600-181 a.C.) e alla romanizzazione del territorio (dal II sec. a.C.) che trova espressione nei corredi delle necropoli di Isasco e di Perti e nei resti dei ponti dalla via Iulia Augusta nella Val Ponci. E ancora, all’Età Bizantina, al Medioevo e all’Età Moderna che concludono il percorso espositivo con oggetti di uso quotidiano provenienti dai più recenti scavi di S. Antonino e di Finalborgo.

Per tornare alla sua integrale attività bisognerà comunque attendere la riapertura delle scuole. Il museo da anni lavora con il mondo della scuola, promuovendo laboratori didattici di Archeologia sperimentale, al momento sospesi per l’emergenza sanitaria in corso, organizzando visite guidate e cicli di conferenze. All’attività scientifica, che trova spazio nei laboratori dedicati all’Archeologia e all’Archeobotanica, al restauro, alla classificazione e studio dei reperti, segue quella editoriale, diversificata in vari ambiti culturali, e l’offerta di servizi rivolti al pubblico, con consultazioni di biblioteche e di archivi di immagini e di dati.