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Nel Piacentino, Villa Caramello entra nel circuito dei castelli emiliani

Cibo, arte e viaggi

Nel Piacentino, Villa Caramello entra nel circuito dei castelli emiliani

studiokina 15 Gennaio 2020

Elegante, scenografica, arricchita da una grande peschiera con giochi d’acqua al centro del parco introdotto all’ingresso da un lunghissimo e suggestivo viale di pioppi: è la splendida Villa Caramello, a Fontana Pradosa in provincia di Piacenza, resa immortale dall’intervento del geniale architetto Ferdinando Galli Bibiena che ne ha trasformato l’impianto risalente al XV secolo in stile settecentesco. La storica dimora, gioiello del Barocco piacentino all’interno, è entrata a fare parte dal 1 gennaio 2020 del circuito dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli, tra le ville ed i luoghi d’arte che meritano la visita come sostenitori.
Si trova ai piedi delle verdi colline della Val Tidone, a Castel San Giovanni nel cuore dell’Emilia, ed appartiene per storia e proprietà alla nobile famiglia dei Marchesi Paveri Fontana – discendenti diretti della famiglia Sanvitale del ramo di Fontanellato. La villa guarda a nord, attraverso il proprio viale d’accesso lungo oltre 1 chilometro, verso le Alpi Bergamasche e si affaccia a sud sui rinomati Colli Piacentini. La famiglia Paveri Fontana è radicata in questo territorio ininterrottamente da 10 secoli risalendo all’anno 1004 l’infeudazione di Fontana Pradosa da parte dell’Imperatore Enrico II.

“L’Italia, ed il territorio del nostro Ducato in particolare, sono colmi di monumenti paesaggistici, architettonici e culturali in gran parte ancora sconosciuti al grande pubblico – spiega il Marchese Luca Paveri Fontana – Ho sempre ammirato, con stima, l’opera meritevole svolta dai Castelli del Ducato che sono riusciti a divulgarne la presenza attraverso varie e continue iniziative e la creazione di un sito ricco di informazioni storico-culturali di facile lettura. Sono molto lieto, pertanto, di essere, stato ammesso con Villa Caramello nel prestigioso Circuito dei Castelli del Ducato come Sostenitore. E ne sono entusiasta. Da parte mia e della mia famiglia, aprire una dimora privata e abitata non è stata all’inizio una scelta facile perché si teme di tradire la riservatezza propria e dei propri avi, ma questa ritrosia è abbondantemente superata dalla gioia di poter condividere con altri quanto la nostra famiglia ha saputo creare in tanti secoli di storia, mantenendo una presenza millenaria costante nel paese di Fontana Pradosa da cui ha preso il nome”.

Da vedere all’interno: oltre al cortile e al loggiato, il piano piano terra arredato e affrescato con la sala dei Pappagalli, la sala delle Mappe, la sala delle Battaglie, la sala dei Bassano, la galleria affrescata della cappella, la cappella e lo scalone d’onore attraverso il quale si accede al primo piano. Qui si ammirano la Galleria affrescata dal Natali, il salone da Ballo a doppia altezza, salottino delle Porcellane, la biblioteca Bodoniana.