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Milady da aprile a Belluno

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Milady da aprile a Belluno

studiokina 20 Marzo 2019

A Palazzo Fulcis di Belluno giunge, dalle collezioni di Fondazione Cariverona, un prestito di rilievo particolare: l’affascinante tela di Gian Antonio Pellegrini popolarmente conosciuta come il Ritratto di Milady, musealmente classificato invece come “Ritratto di signora in un giardino con ancelle al pozzo”.
E’ un’opera straordinaria per qualità della pittura e per l’atmosfera tipicamente inglese che trasmette.
La grande tela si è vista davvero raramente. Molto nota agli esperti, da tempo non è più visibile al pubblico.
Per questa mostra bellunese, dal 6 aprile al 22 settembre, Fondazione Cariverona ha deciso di concederla, dopo che il capolavoro del Pellegrini è stato sottoposto a restauro. a Palazzo Fulcis e per la prima volta il pubblico potrà ammirare il dipinto in tutta la sua ritrovata magnificenza.

I mistero intorno alla nobile dama protagonista del dipinto resta fitto.
Non c’è infatti ancora alcuna certezza su chi sia la Milady rappresentata da Antonio Pellegrini, nel suo eccezionale ritratto, riconducibile al secondo periodo inglese del Maestro, intorno al 1719. “
Certamente una donna che cercò di farsi rappresentare come una dea agreste, in un grande dipinto di formato orizzontale dal taglio ‘eroico’ e monumentale benché realizzato con una pittura impalpabile e di grande leggerezza”, afferma Denis Ton, curatore della mostra in Palazzo Fulcis.
Accompagnata dal fido cane e dalle ancelle che versano acqua da una brocca (probabile allusione alle sue virtù di fedeltà e castità), la donna è raffigurata adagiata in mezzo a un paesaggio boscoso che si intravede in lontananza.

La concezione del dipinto suggerisce una finalità decorativa prima ancora che di documentazione ritrattistica, confermando come Pellegrini fosse considerato come un maestro capace di proiettare le sue figure, anche quando tratte dalla vita contemporanea, in una dimensione senza tempo.