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Luisa Elia e i suoi materiali nello spazio

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Luisa Elia e i suoi materiali nello spazio

studiokina 9 Novembre 2019

Un’artista che ha sempre avuto una costante, quella di essere molto apprezzata dalla critica, oltre che dai collezionisti. E per chi fa scultura, tra l’altro non prettamente figurativa, non è sempre detto. La sua ultima mostra a Milano ha avuto successo ed è stata proprogata fino al 30 novembre, presso lo Spazio PAePA di Milano, diretto da Giuliano e Nunzia Papalini. In scena la personale della scultrice Luisa Elia.

Un progetto espositivo curato da Arianna Baldoni che ripercorre l’ormai quarantennale lavoro di ricerca dell’artista. La mostra offre una visione affascinante del suo universo poetico creato da costruzioni nel vuoto, in sabbia e pomice o terra di campagna, appartenenti ai suoi cicli Souvenir senza grazie e In fieri. Il processo che porta alla creazione di queste astrazioni geometriche ed enigmatiche, secondo la definizione della stessa artista, è l’elemento fondativo di tutta la sua poetica. Le altre sculture, che fanno parte della mostra, in gomma e pigmenti, hanno origine da un procedimento che Luisa Elia definisce alchemico. In Passi di/versi, 7 Gomme aggregate, e nel trittico in bronzo, due sue liriche composte a fine anni Ottanta, si integrano con le opere.

La ricerca della scultrice, che analizza prevalentemente il vuoto e lo spazio, traendo sempre spunto da un mondo in cui idee e cultura interagiscono indissolubilmente, si è avvalsa della collaborazione di Musei, come la Gallery Tom di Tokyo, e di critici, poeti e artisti, tra i quali: Achille Bonito Oliva, Pierre Restany, Dario Bellezza, Luciano Fabro.

Arianna Baldoni relaziona alcune sue opere come la serie di Gomme 2009 alle ricerche degli anni Sessanta e Settanta di figure come Eva Hesse, Lynda Benglis, Louise Bourgeois, Lee Bontecou, nelle quali sono predominati temi come l’intimità, il dolore, la sessualità, toccando anche argomentazioni socio-politiche tra cui la condizione femminile.