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Lisbona si rilancia con l’arte moderna e contemporanea

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Lisbona si rilancia con l’arte moderna e contemporanea

studiokina 4 Marzo 2020

Non solo il mitico tram 28, il fado e l’antica casbah dell’Alfama. Lisbona è anche locali trendy lungo il Tago e una metropolitana che sembra un’esposizione di arte contemporanea. E le novità continuano con il Museo Berardo di arte moderna e contemporanea, un enorme patrimonio di opere d’arte raccolto dall’imprenditore portoghese José Berardo, 860 in tutto, collezionate con grande e singolare abilità, che si riferiscono al panorama artistico internazionale del XX e XXI secolo. Una raccolta all’insegna di un eclettismo che accoglie le avanguardie del secolo scorso, ma anche i movimenti del dopoguerra, come la pop art, con nomi di tutto prestigio come Warhol, Pablo Ricasso, Dalì, Magritte, Duchamp, Kasimir Malevich, Henry Moore. Per scoprire le suggestioni di Lisbona antica e contemporanea si può soggiornare in uno dei cinque alberghi della catena Hoteis Heritage, dimore che fanno parte del patrimonio architettonico cittadino.

Un tour nella Lisbona contemporanea non può che iniziare dal quartiere del Parque das Nacoes, costruito in occasione dell’Expo del 1998. Per raggiungerlo, si prende la linea rossa della metropolitana, realizzata per collegare il quartiere alla città, e si possono ammirare durante il percorso delle bellissime opere di arte contemporanea: ogni stazione infatti è un piccolo gioiello di arte contemporanea, con murales e piastrelle multicolori. La più originale è Olaias, con le ciclopiche colonne in ferro color ruggine. Alla Stazione d’Oriente, fermata d’arrivo, ci si troverà davanti a un capolavoro di Santiago Calatrava, che accoglie i turisti con una foresta di pilastri candidi. Giunti al quartiere che ospitava l’Expo, le tappe da non perdere sono il Padiglione portoghese di Alvaro Siza, l’avveniristico ponte Vasco da Gama (che con un salto di 17 chilometri, unisce le due sponde del Tago) e soprattutto l’Oceanario, l’acquario oceanografico più grande d’Europa.
Il pomeriggio è dedicato allo shopping nel quartiere del Chiado, ricostruito in stile tradizionale dall’architetto Siza dopo l’incendio del 1988 che negli ultimi anni è diventato il centro della moda giovane.
Ultima tappa nella Lisbona contemporanea, il Centro Culturale di Belem, di fronte al monastero in stile manuelino di San Jeronimo. Progettato da Vittorio Gregotti e Manuel Salgano, custodisce il Museo del Design con oltre 600 pezzi che partono dal 1947. Pausa consigliata al Caffè del Centro, dalla terrazza del quale si gode il panorama del Tago e della Torre di Belem, minacciosa costruzione difensiva del Cinquecento