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L’arte contemporanea italiana celebra Istanbul

Cibo, arte e viaggi

L’arte contemporanea italiana celebra Istanbul

Angelica 9 Maggio 2019

Una città internazionale ad alta vocazione turistica può essere sponsorizzata anche dall’arte contemporanea, al di là di tutte le considerazioni geopolitiche. Anche perchè Instabul è per noi italiani una città di grande attrattiva che si intreccia nei secoli con la nostra cultura. In questo contesto, la Galleria Russo, in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Turchia, presenta -dal 15 maggio al 5 giugno- una mostra collettiva dedicata alla città di Istanbul, la prima di una serie di mostre che la galleria romana ha scelto didedicare alle città emblema della cultura e dell’arte nel mondo.

“L’antica città di Costantino–dichiara Maria CeciliaVilches Riopedre, curatrice della mostra -veniva anche chiamata “NuovaRoma” per la sua somiglianza con la grande città dell’Occidente. Non c’è da meravigliarsi che Istanbul e Roma siano pensate come città gemelle. Le due città condividono molteplici memorie imperiali e numerose tradizioni religiose, ed entrambe conservano splendori architettonici, eredità culturali e condividono un passato ed un presente elettrizzante,che lascia spesso senza respiro”.

La mostra nasce da una collaborazione tra un gruppo di nove artisti -Enrico Benetta, Diego Cerero Molina, Luca Di Luzio, Manuel Felisi, Michael Gambino, Veronica Montanino, Tommaso Ottieri, Giorgio Tentolini, Simafra– e la Galleria Russo.Una mostra che evoca il più ampio concetto di città-ponte fra Occidente e Oriente dalla fusione unica fra religioni, culture e popoli diversi che la animano agli innumerevoli stimoli artistici, architettonici e di vita quotidiana.“Quando nell’Europa continentale emergono fratture, un modo per superare una tale divisione che si sviluppa lungo le linee etniche, religiose e culturali è l’arte. Attraverso i vari punti di vista degli artisti –dichiara Murat Salim Esenli, Ambasciatore della Repubblica di Turchia a Roma – miglioriamo la nostra comprensione delle culture che da lontano sembrano essere così diverse”.

“Ho sempre pensato che nella storia del mondo occidentale Istanbul, con la sua incredibile posizione di collegamento con l’oriente, occupi un posto di assoluto rilievo. L’appuntamento di oggi –dichiara Fabrizio Russo, Direttore della Galleria Russo di Roma -con questa collettiva vuole essere una testimonianza e l’omaggio ad una cultura secolare, ammirevole ancor oggi per le atmosfere che continua ad offrire al visitatore: uniche, indimenticabili. Nel visitare gli antichi quartieri ancora oggi si respira un’aria che ci trasporta in un mondo allo stesso tempo lontano eppur vicinissimo alla nostra storia”.