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In Turchia la cultura si intreccia con l’architettura

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In Turchia la cultura si intreccia con l’architettura

studiokina 14 Dicembre 2020

In Turchia la cultura ha sempre giocato un ruolo fondamentale. Anche quest’anno il paese ha voluto dare un chiaro messaggio di sviluppo andando a realizzare ad Ankara e a Istanbul nuovi gioielli architettonici unici al mondo,
Il primo esempio è la Sala Concerto di Ankara, la casa dell’Orchestra Sinfonica Presidenziale di Turchia (CSO) – tra le più antiche al mondo – collocata nel cuore della città, tra il castello e il monumento storico Anitkabir.
Progettato da Semra Uygur and Özcan Uygur, il polo polifunzionale è costato 83 milioni di euro e un’attesa lunga 25 anni, iL’idea che si è voluta sviluppare è quella di avere in città un luogo da vivere tutto il giorno, un’area che produca arte e ispiri le persone.

Quella stessa idea che verrà replicata anche nel Centro Culturale Ataturk (AKM) che a metà del 2021 darà un nuovo volto a Piazza Taksim ad Istanbul.
La prima edificazione del centro risale agli anni ‘50 e da allora è stato modificato più volte. Ora l’imponente progetto guarda con attenzione alla sostenibilità; avrà l’ardito compito di fare dell’AKM uno dei migliori teatri d’opera e centri culturali del mondo capace di offrire un calendario di eventi di altissimo livello dove la tecnologia avrà un ruolo davvero importante. Il progetto firmato da Tabanlıoğlu Architects ha a capo Manolo Tabanlıoğlu, figlio del primo architetto che si occupò di edificare il centro nel 1956, e non riguarderà soltanto l’edificio principale da 2100 posti ma anche diversi ambienti che nasceranno tra cui il teatro da 800 posti, un museo di 3 piani, un cinema, caffè, ristoranti – e la riqualificazione dell’intera area che coinvolge piazza Taksim. Il Centro Culturale Ataturk diventerà così luogo prezioso e inclusivo per l’intera città ma anche un attrattore per il turismo; sarà principalmente teatro dell’opera ma il fine è anche quello di rivolgersi ad un più ampio pubblico attraverso la sua chiara versatilità e i suoi spazi accessibili anche da un ingresso secondario laddove sorgerà una seconda piazza. A colpire l’occhio sarà sicuramente la facciata dell’imponente edificio anni ‘60 ma sarà resa più trasparente per mettere in evidenza il rosso del volume della sala principale, a forma di semisfera.