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In piazza a Jesolo, l’arte della scultura italiana del ‘900

Cibo, arte e viaggi

In piazza a Jesolo, l’arte della scultura italiana del ‘900

studiokina 21 Giugno 2019

Nelle principali piazze di Jesolo, a ridosso delle celebri spiagge lagunari, da oggi fino alla fine di settembre si confrontano otto opere monumentali di tre protagonisti dell’arte plastica italiana: Giacomo Manzù, Francesco Messina e Augusto Perez.
Per tre mesi ogni autore farà vivere un luogo rappresentativo della città, abbellendola non solo da un punto di vista prettamente visivo, ma anche cultura che per una destinazione molto popolare non guasta
Manzù sarà accolto in Piazza Marconi, Perez in Piazza Drago e Messina in Piazza Carducci.
Faranno sfoggia di sè i lavori emblematici di ognuno, come il Grande Cardinale seduto di Manzù, un’opera in bronzo di oltre due metri, Adamo ed Eva di Messina, in granito rosso, e La Notte (Edipo e la Sfinge), una grande porta in bronzo nero di Perez che si estende per quasi quattro metri. Una rassegna a tre voci a cura di Alberto Fiz, per la quale sono stati selezionati lavori di grande potenza espressiva in grado di dialogare con lo spazio pubblico e, nello stesso tempo, creare una relazione tra loro in un percorso per molti versi inusuale.

Le sculture abiteranno Jesolo creando familiarità con un pubblico vario; insieme agli esperti d’arte, non mancheranno turisti e vacanzieri (quasi un milione coloro che frequentano Jesolo nei mesi estivi) attraendoli con la propria forza emotiva di indiscutibile spessore. Tempi interessanti per la nostra storia è il titolo del progetto che evoca May you live in interesting times, che a sua volta fa da filo conduttore alla 58^ Biennale veneziana che si sta svolgendo a pochi chilometri di distanza da Jesolo.
Per quanto riguarda la storica manifestazione veneziana, Manzù, Messina e Perez sono stati, in anni diversi, protagonisti acclamati. C’è stata un’occasione che li ha visti contemporaneamente presenti: era l’edizione del 1956, durante la quale a Manzù e Messina veniva dedicata una mostra personale (edizione in cui esponevano anche Arnaldo Pomodoro, Pietro Consagra e Emilio Greco che ottenne il primo premio per la scultura), mentre l’allora ventisettenne Augusto Perez fu ammesso per concorso con il grande gesso andato perduto Donna in bicicletta.
La rassegna consente di rileggere la loro opera in un contesto inedito, una riflessione sulla storia, sulla classicità ma anche sulla natura stessa dell’uomo. Insieme al Grande cardinale seduto che ripropone il soggetto più noto di Manzù, lo scultore bergamasco è presente a Jesolo con Tebe seduta e Tebe in poltrona che appartengono ad un ciclo di opere degli anni ottanta dedicate alla giovane modella Tebe particolarmente apprezzata da Cesare Brandi che le definì “grandi eventi dell’arte”. Di particolare significato, poi, Adamo ed Eva di Messina, tematica presente nella ricerca dell’artista sin dal 1947 e rielaborata in periodi differenti della propria vita. Le due figure escono dall’iconografia classica e sono raffigurati come amanti che guardano verso il cielo in una meditazione che coinvolge il presente. Decisamente più drammatica La Notte (Edipo e la Sfinge) a cui Perez ha lavorato per due anni, dal 1981 al 1983. E’ un’opera che introduce lo spettatore nella caverna segreta della sua arte, dove ogni elemento apre uno scenario d’infinite possibilità; queste coinvolgono il destino della scultura con risvolti storici e mitologici. “La porta”, ha scritto Perez, “diventava un labirinto. Edipo e la Sfinge vedono sulla porta se stessi e persino la porta”.