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I Flavi daranno una mano per il rilancio turistico della Sabina Reatina

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I Flavi daranno una mano per il rilancio turistico della Sabina Reatina

studiokina 26 novembre 2018

Vespasiano, Tito, Domiziano. I Flavi. Padre e due figli che diventarono Imperatori di Roma, una famiglia originaria delle campagne sabine dopo Rieti, sulla Via Salaria. Ai primi due, Vespasiano e Tito è legato il monumento archeologico più importante del nostro paese, il Colosseo di Roma. Voluto da Vespasiano, fu ultimato e inaugurato da Tito, e Domiziano lo abbellì.

Vespasiano nacque nella zona di Cittareale e rimase legato a quelle terre per tutta la vita, come lo stesso primo figlio Tito. Quelle terre colpite dal terremoto nell’agosto 2016 ora hanno bisogno ancora di loro o meglio delle loro vestigia ancora presenti e in modo ben visibile sul territorio, lungo la via Salaria, la via del sale, che da Roma porta ad Ascoli Piceno.

Con l’ausilio anche della Camera di Commercio di Rieti, alcuni comuni stanno mettendo a punto un circuito turistico-culturale che dovrebbe diventare operativo all’inizio della prossima primavera, ma sul quale si è già cominciato a lavorare per mettere a punto alcuni precisi pacchetti turistici.

Il circuito parte da Rieti che offre in particolare la cinta delle mura romano-medioevali. Poi a Cittaducale che presenta il principale sito archeologico di tutto il percorso, le cosiddette Terme di Vespasiano. In realtà si tratta di un complesso enorme preesiste a Vespasiano, considerato un logo di culto ellenistico o addirittura pre-ellenistico. Il complesso posto su quattro terrazzamenti ruota intono ad una piscina di 60 metri di lunghezza per 24 di larghezza (posta al secondo terrazzamento) dove gli imperatori amavano bagnarsi. Da qui si arriva poi al lago di Paterno, sul quale dominano i resti della villa di Tito. Questo laghetto è legato ad una leggenda che riporta al periodo pre-romano con gli abitanti Pelagi e Aborigeni primitivi che arrivarono da altri punti del Mediterraneo. Lo storico Varrone indica questo posto come il “centro” d’Italia. Si prosegue poi per Borgo Velino dove si trova il Ninfeo dei Flavi. Subito dopo Antrodoco con un’importante chiesa Romanica nel cui Battistero sono stati, per quel che possibile, ristrutturati alcuni importanti dipinti del 1200/1300.

Infine Cittareale dove c’è il museo archeologico con ritrovamenti negli scavi della zona dove sarebbe nato Vespasiano. In più il Castello Angioino iniziato nel 1307 dal Conte Roberto.

Per il decollo dell’operazione, nei prossimi giorni ci saranno due fatti fondamentali. A Cittareale verranno tolti i sigille alla fascia rossa quella delimitata subito dopo il terremoto. Il borgo quindi sarà pienamente fruibile, come il museo archeologico dove stanno ultimando delle piccole ristrutturazione.

Alle Terme di Vespasiano, ha confermato l’assessore al Turismo di Cittaducale, Alessandro Cavallari, le Belle Arti concederanno l’apertura di una piccola costruzione che fungerà da biglietteria e punto di ristoro per l’intero sito nel quale a presto riprenderanno gli scavi su vari terrazzamenti. Durante recenti lavori di sistemazione e fruibilità è emersa la carreggiata di un tratto dell’antica via Salaria. La via, larga più di quattro metri, è attraversata perpendicolarmente da un condotto idraulico che non ne interrompe la viabilità.

Il progetto che potrebbe essere definito la “Via dei Flavi”, vedrà protagonisti non solo beni culturali anche tutto il settore che ruota al mondo turistico, dall’agro-alimentare all’artigianato, dall’agriturismo a produzioni specifiche che vanno a lambire i territori di terni, Norcia, Amatrice e Leonessa. Il tutto pensando anche all’occupazione giovanile.