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Forlì mette il mostra l’arte italiana dall’Unità al 1911

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Forlì mette il mostra l’arte italiana dall’Unità al 1911

studiokina 17 Gennaio 2019

Per gli appassionati dell’arte pittorica dell’800 un appuntamento da non perdere. A partire dal 9 di febbraio si terrà a Forlì, nel complesso museale di San Domenico, la rassegna dal titolo “Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini”, cioè il meglio degli artisti di quel periodo.

Facendo riferimento alle dieci sezioni in cui sarà articolata la mostra, i curatori sottolineano la varietà dei generi tra la pittura storica e quella di denuncia sociale, le scene della vita moderna e il ritratto, la veduta e il paesaggio, declinati nelle forme e nei linguaggi più diversi, dagli artisti che sono stati individuati come protagonisti di questi cinquant’anni di grande rinnovamento dell’arte italiana, cioè dall’Unità al 1911.

Le due personalità scelte come punto di riferimento per l’inizio e la fine di questa avvincente parabola sono state Hayez, il primo e l’ultimo dei romantici celebrato da Mazzini come interprete dei destini della Nazione, e Segantini che nell’ultima parte del secolo ha proiettato in una dimensione internazionale una forte volontà di rinnovamento determinata non più dal confronto con la storia ma con il motivo universale del dialogo tra l’uomo e la natura e con l’ideale della maternità.

Rispetto ad una visione manichea della seconda metà dell’Ottocento italiano che divideva i “buoni” rappresentati dagli sperimentatori macchiaioli e divisionisti e i “cattivi” identificati nei pittori storici consacrati dall’ufficialità la mostra propone una visione più innovativa e complessa in cui la forza del rinnovamento è vista sempre in stretta dialettica con la tradizione irrinunciabile per l’identità stessa dell’arte italiana.

L’esempio di Hayez rimane valido per tutto il secolo e dimostra la validità del genere storico sia per quanto riguarda i fatti del passato che quelli della storia più recente, quei fatti del Risorgimento che hanno accompagnato l’esaltante epopea della nascita della Nazione. Sarà particolarmente entusiasmante per il pubblico questo viaggio immersivo nello spazio e nel tempo tra il passato e i luoghi e i volti del presente.

Capolavori dell’arte cosiddetta ufficiale saranno posti in dialogo con le opere più sperimentali e sconcertanti proiettate nella modernità, capolavori difficilmente visibili come “La distruzione del Tempio di Gerusalemme” di Hayez, “I funerali di Britannico di Muzzioli” “Lo staffato” di Fattori, “L’Alzaia” di Signorini, “La lettura sul mare” di Corcos, “Lo specchio della vita” di Pellizza da Volpedo e “Le due madri” di Segantini.