LOADING

Type to search

Flashback, l’arte è tutta contemporanea. A Torino

Le città propongono

Flashback, l’arte è tutta contemporanea. A Torino

studiokina 22 Luglio 2019

Giovedi 25 luglio a Torino l’edizione 2019 del Flashback special project Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto, progetto ideato da Alessandro Bulgini e curato da Christian Caliandro. L’affissione di 6 metri per 3, che a Torino in Piazza Bottesini ruba gli spazi alla pubblicità, quest’anno si ispira al tema scelto per la fiera, Gli Erranti, dal libro di fantascienza dei fratelli Strugackij The Time Wanderers.
Gli Erranti, vagabondi del tempo, camminatori entusiasti, viandanti erranti, raminghi osservatori e cercatori, nomadi per scelta, curiosi della storia dell’arte di ogni tempo, si spostano irregolarmente senza meta né programma; girovagano, gironzolano inefficienti evitando di fissare preventivamente l’itinerario; il senso sta nella scoperta, negli errori di percorso, negli incontri e nelle emozioni che vivono.

Il secondo manifesto è il primo dei due selezionati attraverso l’open call, come avvenuto lo scorso anno, e premiati dalla giuria di Flashback composta da: Ginevra Pucci e Stefania Poddighe, direttrici della fiera, Alessandro Bulgini, artista e ideatore del progetto, Christian Caliandro, storico dell’arte e curatore del progetto, Francesco Nucci fondatore e presidente della Fondazione Volume! di Roma, Giangavino Pazzola curatore indipendente e associate curator di Camera, Centro Italiano per la Fotografia di Torino, Marco Rubiola autore, scrittore e regista e Fabrizio Bellomo, tra gli artisti che hanno partecipato all’edizione 2017.

La prima dei due vincitori è Emanuela Barilozzi Caruso con l’opera Unknown (2019).

L’immagine fa parte di un progetto che l’autrice porta avanti dal 2013; sei anni e piu’ di 700 scatti rubati durante gli interminabili viaggi sui mezzi pubblici di Roma e altrove nel mondo, immagini che finora, per una scelta precisa, sono stati fruibili unicamente all’interno pagina Instagram #comefareisenzamezzipubblici.

Scrive Emanuela: “Una ricerca interminabile, un rapporto silenzioso, una condivisione tra sconosciuti costretti a vagare, viaggiare, muoversi e perdersi ovunque e per qualunque motivo”.

Il tema dell’ “erranza” viene dunque declinato da questo manifesto in una chiave tutta urbana, riprendendo e sviluppando il tema dei percorsi nello spazio della città e delle connessioni tra i quartieri, le zone, i territori – percorsi che rappresentano una costante di Opera Viva Barriera di Milano, declinati nei modi più diversi dagli artisti che in questi anni hanno partecipato al progetto. Così, una suora seduta sui sedili in fondo all’autobus si volta e, crucciata, pensierosa, considera il volto del diavoletto formato dal graffito sul vetro, dai fari rossi e dagli sbuffi dei riflessi nella notte.