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Finalmente una mostra su Giuseppe Uncini a Roma

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Finalmente una mostra su Giuseppe Uncini a Roma

Angelica 4 Giugno 2019

L’appuntamento è a partire da lunedi 17 giugno e per gli amanti dell’arte moderna/contemporanea è di quelli che non possono essere ignorati.
Con la mostra che rende omaggio a Giuseppe Uncini, la Galleria Nazionale conclude il percorso di Realtà in equilibrio curato da Giuseppe Appella. Dopo le personali di Carlo Lorenzetti, Bruno Conte e Giulia Napoleone, il curatore si sofferma ora su questa importante figura, legata a questi artisti in quegli aspetti che Fausto Melotti aveva colto e affiancato nella storica mostra collettiva della galleria Il Segno di Roma nel 1982.
Negli spazi della Sala Via Gramsci, il lavoro di Uncini è illustrato attraverso 58 sculture e 30 disegni che spaziano tra il 1957 e il 2008, per restituire le varie tappe di un’intensa ricerca battuta sul solco della sperimentazione continua e della ricerca sulla materia e le sue potenzialità espressive, ben leggibili negli intenti di questa mostra.
Per capire di chi stiamo parlando bisogna considerare che Uncini negli anni 60, 70 e 80 è stato considerato tra i più importanti del nostro paese. Addirittura agli inizi degli anni ’60 negli Stati Uniti Uncini veniva considerato tra i primi 5 della pop art italiana.

Con Uncini dallo stesso giorno alla Galleria Nazionale saranno inaugurate altre due mostre di grande effetto.
Connection Gallery è un progetto della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, a cura di Massimo Mininni, nato per promuovere il lavoro di giovani artisti, chiamati a realizzare un’opera site specific per il museo. Il primo dei tre momenti dedicati ad altrettanti artisti italiani contemporanei, selezionati e abbinati ciascuno a un diverso curatore, è con Andrea Mastrovito, autore dell’intervento Very Bad Things, a cura di Ilaria Bernardi.
Un’indagine sul rapporto tra uomo e donna visto nei suoi lati più ambigui e sofferti è inserita a sua volta in una cornice di riflessione più ampia sul dramma attuale dell’impossibilità di una comunicazione veritiera e affidabile, in un mondo dominato da fake news ed infinite sovrapposizioni di informazioni.
Questo ciclo espositivo si snoda attraverso tre momenti dedicati alle opere di altrettanti artisti italiani contemporanei, selezionati e abbinati ciascuno ad un diverso curatore.

Per il secondo momento del progetto Connection Gallery Massimo Mininni ha invitato il duo milanese Invernomuto (ottobre 2019), mentre per il terzo appuntamento Lucrezia Longobardi coinvolgerà Eugenio Tibaldi insieme a Carlo e Fabio Ingrassia (gennaio 2020).

La mostra Ritratto di famiglia, a cura di Claudia Palma con Alessia Tobia, espone un nucleo fotografico di artisti che sono stati presenti in Galleria e che, al tempo stesso, sono stati rappresentativi per il museo, accomunati dall’aver messo al centro del loro obiettivo la Galleria stessa.