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Donne in mostra con foto e libro a Venezia

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Donne in mostra con foto e libro a Venezia

studiokina 17 Dicembre 2018

Un libro presentato attraverso fotografie. Una mostra culturale a tutto tondo ma che acquista un significato più pregnante se si sottolinea che i protoganitsi, anzi le protagoniste, della rappresentazione sono tutte donne. E questo spiega il successo e l’attenzione che ha riscosso una mostra a Venezia.

Grande successo di pubblico e consensi per la mostra in corso a Venezia, nella prestigiosa sede della Fondazione Bevilacqua La Masa in Piazza San Marco, “Chi sono io? Autoritratti, identità, reputazione. Fotografie di Guia Besana, Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Simona Ghizzoni, Moira Ricci”, curata da Maria Livia Brunelli in collaborazione con Alessandra Mauro per Contrasto, che è anche l’editore del libro omonimo firmato da Concita De Gregorio a cui l’esposizione si ispira. In mostra, fino al 3 febbraio 2019, una cinquantina di splendide fotografie delle cinque affermate fotografe italiane che si muovono anche, ma non solo, nel campo dell’autoritratto, con cui la nota scrittrice e giornalista ha a lungo conversato per il suo libro.

Ogni artista ha voluto esporre non solo alcune foto contenute nel libro di Concita De Gregorio sul tema dell’autoritratto, ma anche opere più recenti, o addirittura inedite. Si va dalle fotografie surreali e narrative sui temi dell’identità e della maternità di Guia Besana, ai primi autoritratti, accostati alle immagini piene di fascino di luoghi abbandonati, di Silvia Camporesi, fino alla nota serie degli affetti familiari e delle fotografie scattate nelle case abitate temporaneamente da Anna Di Prospero a New York. Per Simona Ghizzoni l’autoritratto è una specie di terapia, un gesto sciamanico per conoscersi e liberarsi dalla paura di vivere, come si vede anche nelle ultime opere, presentate in mostra per la prima volta, mentre Moira Ricci riflette sulla sua incapacità di sentirsi della “dimensione giusta”: nel video Custodia Domestica è piccolissima, mentre diventa grande e ingombrante, ma invisibile per le altre persone, nella grande fotografia A Lidiput.

È interessante notare come nelle opere degli ultimi anni il fulcro della ricerca non sia più rivolto solo verso l’auto-rappresentazione, quasi come se la fase di introspezione a un certo punto venisse superata da tutte le artiste.