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Da Tornabuoni a Firenze arriva Renato Mambor

Cibo, arte e viaggi

Da Tornabuoni a Firenze arriva Renato Mambor

studiokina 8 Ottobre 2019

Dal prossimo 24 ottobre a Firenze Tornabuoni Arte ospiterà un’ampia selezione dedicata a Renato Mambor, a cura di Federico Sardella e in collaborazione con l’archivio Mambor. La mostra ripercorre il lavoro poliedrico dell’artista, tra i più originali della scena europea dell’arte durante la seconda metà del XX secolo, accostato a varie correnti a cominciare dalla pop italiana ma sicuramente testimone di una propria unicità.

Mambor è stato uno dei primi a sconfinare dalla pittura verso altri linguaggi: fotografia, cinema, performance, installazioni e teatro, per tornare comunque sempre alla pittura. Continuando a lavorare sul linguaggio e sugli elementi costitutivi dell’arte, ha avviato una sperimentazione sul rapporto tra organismo e ambiente, tra arte e vita, sul cambiamento dello sguardo e dei punti di vista, sulle relazioni interne ed esterne, su separazione e unità.

Personalità eclettica, ha vissuto appieno la Roma della sperimentazione e dell’avanguardia. Con Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa e Cesare Tacchi, Mambor è tra le figure di primo piano della Scuola di Piazza del Popolo.
La sua prima esposizione ha luogo nel 1959 alla Galleria “L’Appia Antica” e l’anno successivo lo si vede tra i vincitori dei Premi assegnati dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Di seguito, le sue opere vengono proposte, ripetutamente, negli spazi della Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis.

Vive dal di dentro gli anni de La Dolce Vita, tanto da essere scelto da Fellini tra gli interpreti del film. Esperienza, quella del cinema, che lo ha visto impegnato in numerosi film e con diversi registi.

Dopo il cinema, il teatro. Dal 1975 dirige il Gruppo Trousse (nome tratto dalla scultura di metallo da lui realizzata) concentrandosi su una ricerca interiore, sugli aspetti cognitivi, emotivi dell’uomo. Per più di decennio è autore e regista di opere teatrali, e proprio nell’esperienza teatrale viene accompagnato dalla donna che diventerà sua moglie, Patrizia Speciale. Parallelamente si esprime con la fotografia e con performance, video e filmati.

Mambor, negli oltre 55 anni di impegno artistico, ha rinnovato instancabilmente le forme e approfondito la conoscenza di sé, inventando dispositivi di comunicazione che coinvolgessero lo spettatore, lasciando opere, anche inedite, di grande valore per la contemporaneità.

La mostra è arricchita da un volume monografico bilingue (italiano e inglese) edito da Forma e curato da Federico Sardella con testi dello stesso Sardella, di Sara Uboldi e Patrizia Speciale Mambor, oltre una conversazione con Gianna Mazzini.