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Cultura e turismo a San Gimignano per riqualificare il carcere

Le città propongono

Cultura e turismo a San Gimignano per riqualificare il carcere

studiokina 26 Gennaio 2018

Al posto delle celle, albergo, teatro, musei, sale congressi e cibo.

Sta per iniziare una nuova vita per il complesso di San Domenico, a San Gimignano, l’ex carcere. E’ infatti al via una procedura di gara pubblica europea di concessione per la selezione del miglior partner privato che dovrà garantire alla struttura, prima un convento e poi un carcere, un nuovo futuro nel segno dell’accoglienza e della cultura. Nel complesso sono infatti previsti musei, sale espositive, spazi per l’enogastronomia, ambienti per conferenze e congressi, percorsi di valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico oltre ad un teatro a cielo aperto e a una struttura ricettiva.
A distanza di sei anni dalla firma che sancì il trasferimento gratuito del Complesso dell’ex Convento ed ex Carcere di San Domenico a Comune di San Gimignano, Regione Toscana e Provincia di Siena, poi uscita dal progetto, si è quindi chiusa la fase di studio, di diagnostica, di progettazione, di costruzione d’intese con Ministero, Regione, Demanio, Soprintendenza. E’ stato quindi individuato l’iter giuridico migliore per raggiungere l’obiettivo di restaurare e mettere in sicurezza il Complesso e per dargli nuova vita mettendolo al servizio della cultura e dell’identità toscana, ma anche permettendo di creare economia ed occupazione.
Al via una procedura di gara pubblica europea di concessione, già pubblicata dalla Guce (Gazzetta ufficiale della Comunità europea) il 4 Gennaio scorso, con la quale verrà selezionato il miglior partner privato sulla base sia della proposta progettuale e gestionale presentata, sia della solidità del piano finanziario d’investimento (in base a quanto previsto dall’Art. 183 del Codice degli Appalti – Project Financing). Il termine per la presentazione delle offerte è fissato per il 31 Maggio 2018.
Sulla base di quanto concordato con il Mibact (Ministero dei beni artistici e culturali), il Demanio, la Regione e la Soprintendenza nel Progetto Preliminare, che costituisce la base della gara europea, è pianificato che il Complesso del San Domenico avrà spazi pubblici, (vicoli, piazzette, aree a verde, ecc.) di libera fruizione per cittadini e turisti, in ossequio al principio dell'”allargamento della Città” che il Comune ha sempre perseguito.
Poi, nei quasi 6.000 mq di superficie coperta, è previsto che una porzione massima di un terzo dei fabbricati possa ospitare una struttura ricettiva mentre negli altri due terzi di spazi sono previste sia attività culturali, sia attività riferite all’identità del nostro territorio con esperienze riferite al cibo, ai prodotti agroalimentari ed all’enogastronomia toscana, alla cura del corpo ed alle antiche tecniche di coltivazione delle colture per l’alimentazione.
Il restauro e l’allestimento del Complesso, secondo le attività previste dall’accordo tra Enti e sulla base delle soluzioni progettuali elaborate dal Comune, è stimato in 22,3 milioni di euro con una tempistica di realizzazione di 4 anni.

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