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Collalto Sabino: dagli Equi a Babbo Natale

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Collalto Sabino: dagli Equi a Babbo Natale

studiokina 3 Dicembre 2019
L’occasione è stata quella di lanciare “Il paese di Babbo Natale” e il suo mercatino. Ma in realtà Collalto Sabino con questa iniziativa natalizia si apre ad un preciso programma per il rilancio del turismo nel prossimo anno. La località. a circa 60 km da Roma è annoverata tra i i Borghi più Belli d’italia grazie al suo Castello baronale che domina a 360 gradi una stupenda valle ublcata sul confine tra il Lazio e l’Abruzzo a pochi chilometri da Carsoli.
Il fatto è che Collalto, al di là del Castello creato probabilmente dai Longobardi nel primo Medio Evo, di storia da raccontare ne ha parecchia. Questa zona  era abitata dagli Equi, una popolazione del Centro Italia, fino a quando circa nel terzo secolo avanti Cristo arrivarono i Romani, che si insediarono a Carseoli, poi distrutta dai barbari arrivati fin là.  Fino ad ora tutta l’attenzione delle comunità locali era dedicata ovviamente al Castello  di Collalto che ha vissuto molte vicende di passaggi proprietari nei suoi circa mille anni di storia. Ma da qualche tempo questa attenzione si è allargata ad altre cose e in particolare agli scavi archeologici fatti sulla cima di Monte San Giovanni, colle di mille metri d’altezza di fronte a Collalto, dive era stata eretta una chiesa dai frati benedettini. Si è scoperto che la chiesa era stata costruita su un importante tempio romano dedicato probabilmente a Giove, la cui importanza travavlicava quelle zone. I roman, è praticamente accertato, avevano a loro volta costruito il tempio su una struttura preesistente fatta dagli Equi:
Il posto per centinaia di anni è stato base di cultu soprattutto per le popolazioni che si dedicavano ai lavori a gricoli: in un pozzo sacrale sono stati  ritrovati manufatti e statuine relative alla vita pastorale e graria. Ora questi oggetti sono in via di catalogazione insieme ad altri  rinvenuti più a valle vicino Carsoli e probabilmente poi faranno parte di un “tesoretto” che verrà esposto in un apposito museo per il quale il Ministero dei beni Culturali ha già dato l’assenso al progetto.
Nel frattempo è stato deciso di mappare tutti i persorsi boschi della zona con cammini specifici tra i quali ne spiccono due, quello archeologico che porta fino alla sommità del Nonte San Giovanni e quello delle fonti, in quanto nella zona c’è molta acqua sorgiva pura e molti fontanili. Già i Romani si fermarono qui proprio per la qualità e l’abbondanza delle acque, una situazione che è rimasta intatta nel corso dei secolo. Basta pensare che l’acqua che sgorga da vari fontanili è tutta pura e la stessa Coca Cola ha deciso di insediare lì uno stabilimento per la produzione della nota bevanda.
Tornando a Collalto c’è da sottolineare che il Castello ora è visitabile anche all’interno, cosa che non era possibile fino a poco tempo fa. Non solo ma è stata restaurata anche la parte più antica del maniero quella più alta costruita dai Longobardi dove è rimasta intatta anche la prigione. Nel frattempo è stata anche riscritta, con dovizia di particolare, tutta la storia del borgo e del castello che sono visitabili con giovani guide locali organizzate dalla Pro Loco
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