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Arte contemporanea: 12 giovani artisti da Mucciaccia a Roma

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Arte contemporanea: 12 giovani artisti da Mucciaccia a Roma

studiokina 21 Ottobre 2019

Sempre più difficile fare il punto sull’arte contemporanea. Ci prova un’importante e giovane galleria romana.
La Mucciaccia Contemporary, apre la programmazione espositiva della nuova stagione inaugurando venerdì 25 ottobre, alle ore 18.00 la mostra 12 ARTISTS OF TOMORROW, a cura di Cesare Biasini Selvaggi.

In mostra i lavori di 12 artisti italiani (tra cui un trio) nati dopo il 1980. L’esposizione, con un voluto taglio generazionale, è la prima di una serie di collettive periodiche di verifica e scoperta dei talenti del nostro Paese, e rappresenta – continua un comunicato – uno spin-off (con il 5% degli autori presenti) del fortunato progetto editoriale “222 artisti emergenti su cui investire. Selezionati dai più prestigiosi curatori, critici, giornalisti e gallerie d’arte”, il focus realizzato nel biennio 2018-19 dal curatore della mostra per Exibart.

Dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla fotografia, dalla ceramica alla tessitura, sono diversi i linguaggi e gli indirizzi di sperimentazione rintracciabili in questo progetto espositivo che, attraverso gli artisti invitati, intende presentare una proposta ragionata e condivisa sulla giovane arte in Italia.

Gli artisti in mostra sono: Dario Agrimi (Atri, 1980), Roberto Alfano (Lodi, 1981), Giulio Alvigini (Tortona, 1995), Canemorto (Milano, 2007), Diego Cibelli (Napoli, 1987), Francesco Levy (Livorno, 1990), Matteo Negri (San Donato Milanese, 1982), Francesco Pacelli (Perugia, 1988), Viola Pantano (Alatri, 1987), Laurina Paperina (Rovereto, 1980), Dario Picariello (Avellino, 1991) e Nicole Voltan (Mestre, 1984).

“L’intenzione dichiarata di questo progetto espositivo, al suo primo appuntamento, è quella di offrire un piccolo spaccato della multi-individualità di andature teoretiche e tematiche della ricerca artistica italiana più giovane che trova, colpevolmente, ancora troppo pochi spazi di promozione e sostegno soprattutto in ambito pubblico. Per favorire un dibattito allargato, anche acceso, in un Paese come l’Italia che stenta sempre a narrarsi. Peraltro, l’immersione nel mondo della ricerca emergente, più che mai in un territorio nazionale storicamente incline come il nostro, è sempre entusiasmante. Per me un vero e proprio privilegio. Come in questa occasione” dichiara il curatore della mostra, Cesare Biasini Selvaggi.