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Al Museo Castromediano di Lecce in mostra Polittici Veneti

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Al Museo Castromediano di Lecce in mostra Polittici Veneti

studiokina 12 Ottobre 2020

Le opere d’arte sono dispositivi capaci di innescare relazioni, confronti, dibattiti. Tali sono anche i polittici del Museo Castromediano: il primo è attribuito a Lorenzo Veneziano e aiuti, datato 1370 circa proviene dal Monastero delle Benedettine di Lecce. L’altro polittico, attribuito alla bottega dei muranesi Antonio e Bartolomeo Vivarini, è databile al terzo quarto del XV secolo e proviene dalla chiesa di Santa Caterina di Galatina. Attribuzioni, letture iconografiche, connessioni con la cultura figurativa delle rispettive epoche: lo studio e il restauro delle due opere sono anche alla base di una pubblicazione scientifica – intitolata L’Oro, la Santità e la Gloria. Il restauro dei polittici veneti del Museo Castromediano, a cura di Brizia Minerva, storica dell’arte del museo, edita per l’occasione.

Dal 16 ottobre 2020 sarà perciò possibile vedere da vicino queste due opere, comprenderne la storia e il complesso restauro grazie ai dispositivi didattici con immagini che ne documentano le fasi più significative. Come suggerisce Luigi De Luca, direttore del museo, << Nel bene e nel male è da questa via, dalla via Adriatica,
che uomini, beni, idee, culture, idiomi, sono giunti sulle rive
del Salento; ne sono testimonianza vivente l'archeologia ed il patrimonio storico artistico racchiuso nel Castromediano come in tanti piccoli e grandi musei e chiese del Salento e della Puglia. I Polittici del Vivarini e del Veneziano rappresentano due delle testimonianze più alte ed eloquenti che riconsegniamo alla sia il restauro che questo volume, che lo documenta, lo si deve alla illuminata generosità della Banca Popolare Pugliese attraverso l'intelligente uso dello strumento dell'Art Bonus>>.

Giunti per vie commerciali connesse alla rotta veneto-adriatica, le due opere sono state rintracciate da Felice Casotti, membro della Commissione Conservatrice per i Monumenti Storici e di Belle Arti di Terra d’Otranto, che dopo averle scoperte in stato di abbandono nei due monasteri ne propose l’acquisto, nel 1871 e nel 1872, al Museo Provinciale di Lecce.

Dopo l’acquisizione, la storia conservativa delle due opere è stata sostanzialmente la stessa. Furono sottoposti ad un primo intervento nel 1876 da parte del restauratore e pittore romano Domenico Primavera, che secondo i dettami dell’epoca fondamentalmente le ridipinse e successivamente nel 1934 dal restauratore de Bacci Venuti.