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A Modena la pietra a confronto con l’antiquariato

Le città propongono

A Modena la pietra a confronto con l’antiquariato

studiokina 4 Febbraio 2019

Una visita a “Petra” (ModenaFiere, dal 9 al 17 febbraio, in contemporanea con “ModenaAntiquaria”) è come immergersi in una cornucopia di sorprese. Così il lancio pubblicitario di due manifestazioni che si svolgono contemporaneamente e che allo stesso tempo si confrontano scambiandosi anche gli interessati.

Pietra soprattutto come protagonista dei “giardini che sono una delle forme dei sogni”, che diventa realtà. A garantirlo è Paolo Fantuzzi, Direttore di ModenaFiere.
“Nel grande parco creato nel padiglione di ModenaFiere, c’è – assicura Fantuzzi – proprio di tutto e di più. All’insegna dell’originalità, della rarità, della curiosità”.

“Petra”, adeguandosi ai tempi e alle istanze di continue novità, ha saputo mutare il suo volto. Inizialmente si è proposta come mostra mercato di opere in pietra e marmo, per esterno, trasformarsi poi gradualmente nella più ampia o sorprendente vetrina italiana di tutto quanto può trovare posto in una casa di campagna, ma anche in un loft di città o in un locale che rifugga l’anonimato.
All’insegna di un country di livello e di proposte di anno in anno nuove, che sanno creare tendenza nel settore.

La grande sorpresa di Petra 2019 è offerta dal grande giardino centrale progettato dall’architetto Tiziano Lera che propone un inconsueto accostamento, al centro del padiglione, di un David alto sei metri, scultura in bronzo tratta dall’originale michelangiolesco dai maestri di Pietrasanta e una supercar made in Modena.
Nel giardino dominato dal David in formato gigante, sono inoltre proposte creazioni in bronzo e marmo, di alcuni dei maggiori artigiani artisti contemporanei di Pietrasanta.

Molto visitati saranno gli stand che propongono testimonianze dell’archeologia industriale tra Otto e primo Novecento: strumenti di lavoro, tavoli, enormi lampade ma anche strutture architettoniche liberty e decò, infissi d’epoca. Materiali spesso provenienti dal nord Europa o dai Paesi dell’Europa dell’Est.
Dall’Europa occidentale giungono invece “pezzi” provenienti da conventi, scuole, caserme, stazioni dismesse o distrutte, arredi di vecchi hotel.
Ricca come sempre, la proposta di “ferri” e ghise: cancellate, ringhiere sino alle strutture di vecchi doks. Così come ampia è la gamma di marmi e pietre, dai pozzi alle fontane alle sculture per giardino.