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A Gambassi in Toscana si prepara il Festival delle narrazioni popolari.

Cibo, arte e viaggi

A Gambassi in Toscana si prepara il Festival delle narrazioni popolari.

studiokina 9 Marzo 2020

A Gambassi Terme, località termale tra le tappe più suggestive della Via Francigena vicino Firenze, andrà in scena, dall’8 al 10 maggio , la seconda edizione del festival “Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)”, manifestazione che mette al centro le persone e i loro racconti di vita quotidiana.
Dopo il successo riscosso nel 2018, con 150 persone direttamente coinvolte ed oltre 2.000 partecipanti nei Comuni di Montelupo Fiorentino, Capraia e Limite e Montepertoli (FI), la seconda edizione del festival, promosso dall’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdesa e dal Sistema museale “Museo diffuso Empolese Valdelsa” (MUDeV) e prodotto da YAB Young Artists Bay, si terrà in diversi luoghi di interesse storico-artistico, selezionati per il forte valore simbolico e aggregativo, nel Comune di Gambassi Terme (FI): dalla Piazzetta della cisterna all’incrocio dei Lecci, attraverso le piazze e i vicoli del centro storico, fino ai fondi sfitti, garage e cantine situate lungo la Via Francigena, coinvolti in un progetto di rigenerazione urbana, e alla Pieve di Santa Maria a Chianni, uno dei più importanti esempi di architettura romanica in Toscana.

Gambassi è punto di arrivo e di partenza delle tappe 29 e 30 della Via Francigena che collegano, rispettivamente, San Miniato a Gambassi (attraverso la campagna toscana punteggiata da pievi, castelli e casolari, nonché la Pieve di Coiano e la straordinaria Pieve di Santa Maria a Chianni, appena fuori dal paese) e Gambassi a San Gimignano. Gambassi confina, inoltre, con Certaldo, il borgo del Boccaccio, che presenta ancora oggi un centro storico medievale praticamente intatto, e con Montaione, che ospita la Gerusalemme di San Vivaldo, l’unico Sacro Monte della Toscana. Poco distante si trova, infine, Castelfiorentino con il Museo Benozzo Gozzoli che custodisce gli affreschi staccati da due maestosi tabernacoli viari, realizzati dal pittore sul finire del ‘400.

Ideato da Andrea Zanetti, direttore artistico insieme a Cinzia Compalati sin dalla prima edizione, “Ci sono sempre parole. [non]Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)” si inserisce in una progettualità più ampia, tesa ad incentivare la partecipazione delle comunità nella ridefinizione della missione culturale del territorio.

Il festival si articolerà in tre azioni: la mostra d’arte contemporanea “Stoner. Landing pages”, visitabile dall’8 maggio al 15 giugno nei fondi sfitti sulla Via Francigena; i racconti dei cittadini, in programma in data 8, 9 e 10 maggio in luoghi simbolo del paese e nelle case dei cittadini; parole e musica del cantautore Bobo Rondelli, uno degli ultimi “maledetti” della canzone e della poesia italiana, che sarà presente il 10 maggio alle ore 19.00 presso il Giardino comunale (la pista).

La mostra “Stoner. Landing pages” trae origine dal noto romanzo di John Williams, un caso letterario che ha appassionato migliaia di lettori nel mondo: la biografia di un anonimo professore universitario che a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale affronta i drammi e le passioni di una vita normale. Ad otto artisti diversi per poetica e formazione – Emiliano Bagnato, Mauro Fiorese, Stefano Lanzardo, Roberta Montaruli, Eleonora Roaro, Jacopo Simoncini, Giuliano Tomaino, Zino – è stato chiesto di far vivere i personaggi e le atmosfere del romanzo attraverso il proprio linguaggio: fotografia, istallazioni, musica, performance e video. Non solo la riproduzione espressiva delle pagine di “Stoner”, bensì l’appropriarsi dei protagonisti per scavarne le profondità, per esternarne il non-detto e il non-scritto, per incanalare la narrazione nelle suggestioni della forza visiva. Dopo l’anteprima tenutasi a Pescara nel 2016, a seguito di una campagna di crowdfunding che ha coinvolto appassionati d’arte e bibliofili, mobilitando lo spontaneismo e creando una vera condivisione emotiva, il progetto si presenta per la prima volta a Gambassi Terme nella sua completezza, con l’aggiunta di un lavoro inedito di Emiliano Bagnato e la rimodulazione delle opere in base al contesto, valorizzato da interventi site-specific.

Nel corso del festival sarà possibile assistere ai racconti dei cittadini: storie di vita vissuta messe in scena direttamente dai cittadini grazie al supporto drammaturgico di attori professionisti individuati tramite pubblica call. Storie normali, nelle quali tutti possono riconoscersi o trovare assonanze, ma che nel loro insieme traducono la complessità del presente. Oltre ai momenti scenici, sono previste delle narrazioni spontanee, frutto della naturale capacità di raccontarsi e di ascoltarsi fornita dalla convivialità. Momenti articolati nella forma di merende e cene, all’interno delle quali i visitatori incroceranno i racconti dei cittadini senza il filtro drammaturgico degli attori, magari degustando prodotti del territorio o ricette tipiche della tradizione gastronomica. Parallelamente ai racconti dei cittadini, alcuni eventi rivolti al pubblico e legati al tema della narrazione come la performance fotografica “I Wish” di Stefano Lanzardo o la passeggiata dell’Empathy museum.